Fusione fredda contro LENR: ideologie in competizione

 di Steven B. Krivit

Pubblicato: maggio 1, 2011 in Fusione Fredda

(Dal blog 22passi.blogsot.com , Traduzione dall’inglese a cura di Alex Passi e Daniele Passerini, Link all’articolo originale su New Energy Times n. 36 (31/01/2011))

Introduzione

La scienza non accade da sola, è un’attività umana guidata da personalità. Ideologie in competizione nel settore della ricerca sulla reazione nucleare a bassa energia hanno portato negli ultimi anni a eventi inquietanti. Questo report offrirà approfondimenti su tali eventi e sulle attività di una persona in particolare, Michael Melich, che ha una formazione di fisico teorico e che ha recentemente assunto un ruolo più attivo nel settore.

Il report mostrerà che il settore LENR non è fatto da individui uniti in un’unica filosofia o traguardo. Il concetto di una comunità unificata, sostenuto da molti leader politici del settore, è un mito.

La questione fondamentale che sta alla base è la contrapposizione tra l’ideologia della “fusione fredda” D-D e quella della LENR, che non presuppone o afferma un meccanismo o una credenza rispetto alla fusione. Questo report riassume le azioni di alcune persone del settore che, forse per una serie di ragioni, hanno preso misure estreme per promuovere la loro ipotesi di “fusione fredda” D-D, a scapito di un riconoscimento più rapido e diffuso della realtà della LENR. Pregiudizi e ideologie diverse sono normali e previste nella scienza; e così pure l’onestà personale.

Dieter Britz, un osservatore di lunga data del dibattito sulla “fusione fredda”, ha scritto: “gli scienziati veri sono in grado di tollerare le differenze di opinioni”.

Il settore LENR contiene in effetti molti scienziati veri, e le azioni delle poche persone che credono nella ideologia della “fusione fredda” D-D qui presa in esame non sono rappresentativi del settore.

Il background di Melich

Michael Melich è un professore-ricercatore della Naval Postgraduate School di Monterey, in California. Melich è stato coinvolto a lungo nei sistemi di sorveglianza e sistemi di antenne phased-array del Dipartimento della Difesa, anche se egli non ha alcuna coinvolgimento noto con i programmi governativi di ricerca sull’energia.

Nel 1989 e all’inizio degli anni ’90, si sforzò di scoprire cosa succedeva nei laboratori di spicco — il California Institute of Technology, il MIT e Harwell — che si dice abbiano confutato con fermezza l’ipotesi di reazione nucleare a bassa energia avanzata dagli scopritori Stanley Pons e Martin Fleischmann. Melich non aveva un ruolo di primo piano nel settore; in seguito, ne ha assunto uno più pubblico nel 2008, quando divenne co-presidente della conferenza ICCF-14 a Washington DC.
Per molti anni, Melich ha continuato a dare alla gente nel settore LENR, me compreso, la forte impressione di essere agente dei servizi segreti sotto copertura, appositamente incaricato dal governo americano per proteggere e tenere d’occhio la “fusione fredda”.

Durante la settimana del 13 Ottobre 2007, in una conferenza in Italia, gli chiesi direttamente quali fossero i suoi interessi nella LENR.

“Lo sto facendo per gli stessi tuoi motivi, Steve: per aiutare la gente a comprendere i fatti di questa scienza”, disse Melich. “Lo sto facendo per il nostro paese, e per assicurare che gli interessi degli Stati Uniti siano protetti”.

Molte persone del settore hanno avuto la medesima impressione e, di conseguenza, si sono posti nei suoi confronti con un atteggiamento di rispetto e con un’insolita apertura. Un problema sollevato dalle sue affermazioni è che chi opera davvero sotto copertura non cerca mai di dare alla gente l’impressione di essere sotto copertura.

Melich non è un ricercatore LENR, e non è un direttore ufficiale di programmi LENR. Tuttavia, conosce davvero bene il funzionamento della burocrazia federale ed è stato capace di ottenere fondi dall’Agenzia per le Contromisure della Difesa, dalla Naval Postgraduate School e dal Naval Research Laboratory, per la ricerca sulla LENR e per una convegno.

Il nucleare un business di famiglia

Gli interessi di Melich per l’energia nucleare sembrano essere una tradizione di famiglia: il necrologio di suo padre, Mitchell Melich, sostiene che questi “era stata una figura di spicco nel boom dell’uranio degli anni Cinquanta”. Il necrologio precisa che il padre di Melich aveva avuto rapporti con due aziende minerarie per l’uranio, la Utex Exploration Company e la Uranium Reduction Co.


L’annuncio della scoperta di Pons e Fleischmann all’Università dello Utah il 3 marzo 1989 aveva scatenato in tutto il mondo un gran subbuglio di attività di ricerca.

Quando lo Utah fu colpito dal boom della “fusione fredda”, quello Stato costituì un’influente e a volte riservatissima Commissione consultiva per l’energia di fusione, allo scopo di mettere a frutto la scoperta di Pons e Fleischmann e il brevetto dell’Università dello Utah — Mitchell Melich fu uno dei componenti della Commissione. Anche l’Università dello Utah fondò un Istituto Nazionale per la Fusione Fredda, come società non-profit, a Salt Lake City, dove l’Università sperava che Pons e Fleischmann avrebbero continuato a mettere a disposizione le loro conoscenze e la loro competenza.

Il 23 ottobre 1990 Pons scomparve nel nulla. Bill Broad, del New York Times, scrisse che “i funzionari dell’Università erano preoccupati per l’assenza del Dott. Pons. ‘Non sappiamo dove sia Stan Pons’ ha detto il dott. Hugh Rossi, preside della facoltà di Scienze dell’Università, ‘nessuno qui in Università sa come mettersi in contatto con lui’”.
“Pons” — dichiarava l’Associated Press il 24 ottobre 1990 — “ha messo in vendita la sua casa a Salt Lake [City], e la sua linea telefonica è stata disattivata martedì scorso”.

Lo stato dello Utah “aveva formulato un piano per rintracciare [Pons] e ritenerlo legalmente responsabile del suo lavoro”, scriveva il Times.

Nei mesi a seguire, Pons e la sua famiglia si districarono dallo Utah; assieme a Fleischmann, Pons accettò un’offerta di lavoro da parte dei Giapponesi, in un laboratorio nel Sud della Francia.

Per molti anni, i fautori della fusione fredda spiegarono l’esodo dall’USA di Pons e Fleischmann unicamente come fuga dalla persecuzione accademica da parte degli scettici. I fatti sopra riportati suggeriscono che si tratta, al più, di una mezza verità.

Michael Melich, mentre era ancora un pubblico dipendente, fu coinvolto anche nell’azienda privata ENECO, prima che questa chiudesse. Nel 1991, ENECO aveva inaugurato una politica di feroce acquisizione di brevetti sulla fusione fredda, e finì per accaparrarsi i brevetti originali dell’Università dello Utah per la scoperta di Pons e Fleischmann.

Nel gennaio del 2010, Melich e la sua seconda moglie, Marianne Macy, che scrive per la rivista Infinite Energy, hanno incominciato a far circolare dei documenti che sembrano promuovere il valore commerciale del dispositivo LENR presentato in Italia da Andrea Rossi all’inizio del mese. Secondo il segretario del convegno ICCF-16 Mahadeva Srinivasan, Melich si è messo in lista come portavoce non ufficiale per una nuova discussione sul dispositivo LENR di Rossi al convegno ICCF-16 [che si terrà] la settimana prossima. Rossi ha dichiarato al New Energy Times che Melich non parlerà a nome suo.

Secondo Rossi, Melich non ha nulla a che vedere con l’azienda di Rossi, e non ci sono accordi finanziari comuni, né si prevede che ve ne siano. Tuttavia, Melich è uno dei vari referenti scientifici del sito web di Rossi, che lui chiama Journal of Nuclear Physics.

“Avevo chiesto a Melich di fare da referente scientifico, per il peer reviewing”, scrive Rossi, “mi avevano detto che era un ricercatore nel campo della fusione fredda”.

L’insabbiamento delle trasmutazioni LENR

Il 3 gennaio 2008, al convegno internazionale di Sistemica, Cibernetica e Informatica tenutosi a Hyderabad, in India, Michael McKubre della SEI International fece un intervento in una sessione plenaria del convegno che avrebbe dovuto essere un’ampio esposto sulla LENR. McKubre e il sottoscritto eravamo in tournée come conferenzieri per due settimane in India, e quello era il nostro primo appuntamento. McKubre non disse nulla sulle trasmutazioni LENR.

Dopo l’intervento, fu Srinivasan ad aprire la discussione.

“Mike”, disse, “grazie per la bellissima presentazione, ma perché non hai detto nulla sulle trasmutazioni?”.

McKubre fu sarcastico, rispose che non sapeva che farsene di un modo per trasformare degli elementi costosi in elementi di scarso valore.

Melich, incaricato del programma scientifico delll’ICCF-14, aveva sulle prime omesso le trasmutazioni LENR dal programma del convegno. Dopo la protesta del sottoscritto e di John Dash, entrambi ricercatori LENR, offrì a George Miley, che aveva fatto molto lavoro sulle trasmutazioni LENR, [di tenere] una sessione informale sulla trasmutazione dopo il termine ufficiale dell’ICCF-14. La sessione ebbe un seguito numeroso, ma i lavori presentati in quel pomeriggio non vennero inclusi e pubblicati negli atti dell’ICCF-14; pertanto, non esistono come documentazione scientifica e non possono essere citati come fonti pubblicate.

Più di un ricercatore russo si è trovato in difficoltà ad avere il visto in tempo per il convegno ICCF-14. Le spiegazioni addotte da Melich, pubblicate anonimamente su Infinite Energy, fanno acqua da tutte le parti. Christofer Van Bebber, viceconsole presso l’ambasciata USA a Mosca, ha confutato le informazioni fornite da Melich.

Di fatto, Melich aveva fornito delle informazioni erronee ai russi sulle scadenze entro le quali bisognava chiedere il visto USA, aggravando un problema già noto. Di conseguenza, alcuni ricercatori, e in particolare Irina Savvatimova, una specialista in trasmutazioni LENR, non riuscì a rientrare nei termini per il visto.

Melich è stato anche coinvolto nel tentativo di cui furono capifila McKubre e Peter Hagelstein (MIT e Naval Postgraduate School) di convincere il Ministero per l’Energia di finanziare la ricerca sulla “fusione fredda”. E, nel presentare la domanda al Dipartimento, le trasmutazioni LENR non furono incluse dai proponenti.

Infinite Energy, che pure svolge un compito prezioso quando pubblica su argomenti scientifici esoterici e speculativi, non è sempre affidabile quando si tratta di riferire fatti. Christy Frazier, curatrice della rivista dopo l’assassinio del fondatore Gene Mallove, non segue gli standard del giornalismo comunemente accettati. Quando le feci notare, nel gennaio 2010, che nel rapporto di Nagel sull’ICCF-15 c’erano diverse inesattezze, mi rispose che si limitava prendere per buono quello che le veniva detto, senza ricontrollare i fatti di persona.

Poi c’è la questione degli interventi critici sulle trasmutazioni riferite da Iwamura/Mitsubishi, interventi presentati da David Kidwell del Naval Research Laboratory. Secondo diversi testimoni del NRL, Melich era il direttore del progetto NRL che avrebbe avuto il compito di replicare le trasmutazioni riportate da Iwamura/Mitsubishi. Tutto lascia intendere che gli interventi di Kidwell siano solo tentativi di gettare discredito sulle affermazioni Iwamura/Mitsubishi sulle trasmutazioni.

Pochi sanno che fu Melich a chiedere a Kidwell di intervenire — chi scrive l’ha saputo da Kidwell stesso. Pochi si sono resi conto dell’importanza delle prove sulla trasmutazione LENR: è la confutazione della “fusione fredda”. Pochi erano a conoscenza delle opinioni di Kidwell sulle LENR — Melich, quasi certamente, sì. In un meeting DTRA a Fort Belvoir, Virginia, Kidwell fu molto esplicito al riguardo, e Melich era presente. Alcuni astanti mi hanno riferito che durante un intervento di un ricercatore LENR, Kidwell si era messo a ridacchiare apertamente, al punto che il conferenziere si interruppe, gli si rivolse direttamente, e lo redarguì per il suo cinismo e per l’interruzione.

Nel 2009, all’ICCF-15, Kidwell insinuò il dubbio che un ricercatore della Mitsubishi avesse usato delle pinzette per ottenere dei falsi risultati nelle trasmutazioni del praseodimio affermate da Iwamura/Mitsubishi. I particolari si possono trovare nell’articolo NRL 2009 The LENR Null Results Lavoratory, Again [“Ancora una volta, il Laboratorio LENR a zero risultati”].

La pista Melich, NRL e LENR

Il comportamento poco professionale dei ricercatori NRL, almeno in parte sotto la direzione di Melich, arriva anche oltre. Da anni i ricercatori SPAWAR mi parlano di corruzione nell’attribuzione dei fondi di ricerca e di come il personale del NRL venga usato per screditare le ricerche LENR di SPAWAR.

Miles ha scritto: “Ciò che quelli del NRL hanno scritto sul mio lavoro e sul lavoro di altri in questo campo è al limite della frode scientifica”.

L’inventore Mark LeClair, amministratore delegato e fondatore di Nanospire, che aveva affermato di aver ottenuto delle trasmutazioni LENR con un apparecchio a cavitazione, mi ha parlato della sua esperienza nel portare l’esperimento al NRL per un test di conferma. Per iscritto, il ricercatore NRL David Knies gli aveva fatto credere che si sarebbe fatta una valutazione seria del suo dispositivo. LeClair ha fornito la prova delle comunicazioni NRL al New Energy Times.

Arrivato al NRL, Melich e Nagel, che non lavoravano più per il NRL, erano presenti; a LeCLair apparve evidente che erano appena usciti da una riunione con i ricercatori NRL. Quando tutti si spostarono nel laboratorio per incominciare il test, non uno degli strumenti che gli erano stati promessi era disponibile. Si trattava, dice LeClair, della classica truffa col “pacco”; in un’intervista registrata al New Energy Times fornì ampie spiegazioni su perché pensasse che l’esperimento era stato preparato in modo che fallisse.

A dispetto dell’atteggiamento scarsamente incoraggiante del NRL, LeClair ha i suoi sostenitori. Ha fatto il nome di un importante “Venture Capitalist” [un investitore disposto a finanziare delle innovazioni tecnologiche ad alto rischio, ndr], della Silicon Valley che, il 26 gennaio, in teleconferenza, ha confermato il suo interesse per lavoro di LeClair. Sono anni che questo investitore esprime pubblicamente il suo interesse per la LENR. LeClair, nel descrivere il proprio lavoro, parla con scarsa precisione di “fusione”; ma la cosa è comprensibile, ha lauree in ingegneria meccanica, non fisica nucleare.

Può darsi che al New Energy Times manchino delle informazioni cruciali, fatti che potrebbero farci capire se Melich si sia comportato così per propria iniziativa o se — e fino a che punto — stesse eseguendo ordini dei funzionari NRL. Il NRL ha i suoi buoni motivi per ritardare l’accettazione della LENR; è un campo in cui non ha sviluppato né competenza, né credibilità, né riconoscimenti. Nel frattempo, un laboratorio rivale, lo SPAWAR [Space and Naval Warfare Systems Command, “Comando dei sistemi bellici spaziali e navali”], sulla costa del Pacifico, ha prodotto dei risultati tra i più convincenti in tutto il campo d’indagine. Se si considera che il NRL ha la fama di essere il miglior laboratorio di ricerca della Marina, gli ottimi progressi dello SPAWAR sono una vera e propria spina nel fianco.

Nell’ottobre del 2008, dopo il convegno ICCF-14 [XIV Convegno internazionale sulla fusione fredda] a Washington DC, ho incominciato a pubblicare dei fatti che rivelavano come l’ipotesi della “fusione fredda” D-D non poggiasse su verifiche sperimentali. Poco dopo, Melich si è messo a convincere i ricercatori a usare il termine “effetto Pons-Fleischmann” invece di “fusione fredda” (vedi pagina 20 di questo documento): ma sempre “fusione fredda” è, ripitturata di fresco.

La soppressione dei dati sui neutroni

Il 7 gennaio 2008, McKubre, parlando al Bhabha Atomic Research Centre nella nostra tournée indiana, disse “nella LENR non ci sono neutroni”.

Due giorni dopo toccò a me. All’Istituto Nazionale di Studi Superiori, sul campus dell’Istituto Indiano per la Scienza di Bangalore, parlai delle rilevazioni di neutroni di cui aveva parlato l’anno prima a una conferenza scientifica Francis Tanzella, collega di McKubre.

Dopo il mio intervento, McKubre mi disse di smetterla di parlare delle rilevazioni di neutroni di Tanzella, che erano tutte “stronzate”. Srinivasan era vicino a McKubre quando me lo chiese. Ma non mi risulta che né McKubre né Tanzella abbiamo mai ritrattato formalmente i loro dati sui neutroni.

Nello stesso anno, anche Hagelstein andò in giro a dire che non c’erano neutroni nella LENR.

I neutroni, sia che abbiano delle energie alte — come riferisce SPAWAR — sia che abbiano un momento ultra-basso — come propongono Widon e Larsen — non sono spiegabili dalle ipotesi sulla “fusione fredda” di Hagelstein e McKubre.

Un’ipotesi di spiegazione

Melich ha lasciato una scia ben visibile che lo coinvolge in molte di queste faccende, e il suo è un comportamento coerente. Come da lui ripetutamente manifestato sia a parole sia nei fatti, le linee di ricerca LENR che predilige sono quelle dell’eccesso di calore e dell’Elio-4 Tutti gli altri fenomeni LENR, come le trasmutazioni, i neutroni e le particelle cariche, sono sulla sua lista di proscrizione, almeno secondo alcuni ricercatori.

Larry Forsley, ricercatore LENR associato alla JWK Systems, era a conoscenza delle attività svolte in questi ultimi anni da Melich, con il quale aveva avuto dei contatti personali. Una mail del 2008 riassume il suo punto di vista:

Melich è al momento contrario alla trasmutazione (e quindi ha scaricato i giapponesi e ha scaricato l’esposto [sugli ultimi sviluppi sulla trasmutazione] di Miley, nonché una riunione [all’Università dell’Illinois]) ed è contrario ai neutroni (vd. le sue esternazioni fuori luogo con Nanos alla riunione DTRA nel luglio del 2007), per non parlare di come focalizza i resoconti dei singoli paesi e tutta la tabella di marcia dell’IICC-14 verso il calore. Si ha una bizzarra affermazione di He-4 e calore, ma mai una discussione di particelle alfa energetiche, la cui energia È quel calore. O forse ha ragione Peter Hagelstein, così che, quando le condizioni sono giuste, NON ci sono alfa energetici, solo 24 MeV coerenti che si trasferiscono al reticolo, lasciando dell’He-4 praticamente immobile nel cestino.

Uno dei motivi che inducono Melich a remare contro la ricerca LENR rivolta cercare i neutroni, le trasmutazioni e le particelle alfa cariche e dotate di energia, è fin troppo evidente: questi fenomeni non confortano, anzi confutano, l’ipotesi della fusione fredda.

Da tempi innumerevoli, i contendenti scientifici adottano una strategia che deriva da quella militare della “bandiera falsa”, in cui un contendente dissimula di voler dimostrare, anziché confutare, un’affermazione. L’ho vista adoperare più volte dagli scettici, per esempio da Scott Little della EarthTech e Seth Putterman dell’UCLA [University of California at Los Angeles].

Questo ci riconduce all’anomalia del sedicente appoggio e sostegno da parte di Melich al lavoro LENR Ni-H di Rossi e Focardi, che genererebbe calore in eccesso e trasmutazione di elementi pesanti. Per 21 anni Melich è stato un fautore acceso della “fusione fredda”, e i suoi precedenti sono quelli di chi ha cercato di sopprimere [l’informazione] sulla trasmutazione LENR.

Cè stato un lettore attento del New Energy Times che si è accorto del potenziale distruttivo del lavoro di Rossi e Focardi nei confronti della ricerca prevalente sulla “fusione fredda”.

Se il nichel, poco costoso e abbondante, funziona se combinato con l’idrogeno, che è onnipresente, nessuno, né i Venture Capitalists, né gli sponsor governativi, sarà così cretino da comperare palladio, che è raro e prezioso, o il deuterio, che è costoso: si inceppa così il gioco della fusione fredda. Basta con i finanziamenti per chi vi crede, basta con le teorie inutili e di fantasia. Invece, il mondo intero si desta alla rivelazione di una LENR a basso costo, e quando arriva il boom della LENR, i vecchi credenti nella fusione fredda mangiano la polvere.
Coloro che credono nella “fusione fredda” devono far in modo che il lavoro di Rossi e Focardi sia screditato, o quantomeno ritardato per un tempo sufficiente a far in modo che i ricercatori del D/Pd entrino nel gioco Ni/H.

Tentativi di controllo e intimidazione dei media

L’11 di agosto del 2008, primo giorno dell’ICCF-14, una delle persone chiave del New Energy Institute (l’organizzazione che ha generato il New Energy Times) mi ha fatto una richiesta. Mi disse che Nagel e Melich si erano lamentati con lui ed erano scontenti del fatto che avessi delle critiche da muovere a come essi stavano gestendo alcuni aspetti del convegno. La persona mi chiese un favore: “Per favore, fa’ un passo indietro, solo fino alla fine del convegno”. Mi dichiarai d’accordo.

Due giorni dopo ho ricevuto un messaggio ancora più forte, da parte di Leona Neighbor, una fan della fusione fredda che conoscevo già e che era presente al convegno.

“Ci sono delle persone importanti in questo campo che vogliono che tu la pianti di creare problemi, mi disse la Neighbor, ”vorrebbero che tu tenessi le tue opinioni per te e ti limitassi a riferire i fatti. Vogliono che tu sappia che, se continui a scavare, la tua reputazione potrebbe venire lesa, e che essi sarebbero disposti a recarsi da quelli che ti finanziano e cercare di porre fine ai finanziamenti. Inoltre, se continui per questa strada, il tuo lavoro potrebbe diventare più difficile, e faresti più fatica a realizzare interviste e a trovare fonti disposte a parlarti”.

Leona Neighbor (fonte della foto sconosciuta)

Dissi alla Neighbor che [come giornalista] riferivo i fatti, e che nei miei blog ed editoriali esprimevo le opinioni personali sulla base dei fatti che avevo a disposizione. Le dissi che se queste persone avessero voluto contribuire con un proprio editoriale o con una lettera, l’avrei pubblicata.

L’uso che fece che della parola “strada” mi apparve familiare. Da quando, il 10 novembre 2005, incominciai a scrivere sulla teoria della “fusione calda” di Widon-Larsen, Edmund Storms, fautore della fusione fredda, ed ex-dipendente deluso di Larsen, mi aveva redarguito dicendo che ero sulla “strada sbagliata”.

Questi americani, diceva la Neighbor, non volevano che lei mi rivelasse la loro identità. In una telefonata successiva, registrata legalmente con il suo consenso, la Neighbor mi ha confermato tali minacce.

Di questi personaggi ne identificò tre: uno per nome, Michael McKubre, altri due in base alle loro peculiari caratteristiche. Nella telefonata, ebbe paura a dirmi il nome del secondo personaggio.

“Stai cercando di giocare una partita con uno che è maestro in questo gioco”, mi disse, “io non sono un maestro, lui lo è, non voglio avere niente a che fare con quella persona”.

Ecco due spezzoni, dalla registrazione del 22 agosto 2008: Neighbor-DAug222008-T341.mp3, e Neighbor-DAug222008-T1613.mp3.

La paura a quanto pare manifestata dalla Neighbor riflette una sensazione che ho captato da diverse persone in questo campo nei confronti di Melich, tra cui dei ricercatori in Russia e Alf Thompson, cittadino delle Bahamas e ricercatore sulle trasmutazioni LENR, morto — a quanto pare — di infarto a 57 anni il 17 novembre 2010.

Il 28 aprile 2010 Thompson mi disse che Melich voleva sottoporre il suo esperimento di trasmutazione LENR a un laboratorio con cui lavorava presso l’università del Missouri. Thompson era esitante a declinare la proposta di Melich.

“Potrebbe”, disse Thompson, “rendermi la vita difficile. ”Ho bisogno del visto per poter andare liberamente da dove vivo nelle Bahamas a Sarasota”.

Thompson era uno degli uomini chiave dell’azienda, con sede a Sarasota, Florida.

Ma torniamo all’incidente dell’agosto 2008: per il tramite della Neighbor, feci sapere a quei signori che non mi sarei piegato alle loro tattiche da bulli.

Solo poche settimane prima, il 19 giugno, Storms mi aveva mandato una mail per indurmi a non divulgare alcune delle verità sulla ricerca LENR.

“Devi stare più attento a come riveli la verità in questo campo”, scrisse Storms; “col tempo, il campo sarà così vasto e ben accetto che un po’ di verità apertamente riferita non potrebbe crearti dei problemi”.
Tuttavia, al New Energy Times riferiamo tutta la verità che possiamo, il più in fretta possibile.

L’anno successivo, il 19 febbraio 2009, Hagelstein fece partire una serie di comunicazioni aggressive con il sottoscritto, la mia redazione e uno dei nostri sponsor, in risposta a un documentario che avevo pubblicato in rete sulla ricerca LENR di John Dash e e i suoi studenti. Dash mi disse che era rimasto entusiasta, e anche Dash è molto interessato alle trasmutazioni LENR.

Le lamentele di Hagelstein furono sufficienti a far sì che lo sponsor, che raramente interveniva nelle questioni editoriali del New Energy Times, mi contattasse.

“[Hagelstein] si lamenta perché hai messo sul tuo sito Web un video con delle interviste riprese all’ICCF-10 a Cambridge, qualche anno fa. Alcuni dei presenti non volevano che fosse reso pubblico. Era roba confidenziale, o qualcosa del genere”, scriveva lo sponsor.

Spiegata la questione e riassicurato lo sponsor, Hagelstein cambiò tattica, mandò una mail a uno dei miei dirigenti, Thomas Dolan.

“Vorrei organizzare una teleconferenza tra te, me, Mike McKubre e Mike Melich per discutere di etica ed esperienze personali recenti nel rapporti con New Energy Times, ed eventuali soluzioni”.

Dolan declinò l’invito.

Gli sforzi di Hagelstein continuarono. Dopo un’altra bordata di email e telefonate da lui a me e all’amministratore delegato, decidemmo di rispondere. Il 26 febbraio 2009, scrivemmo a Hagelstein e p.c. a McKubre, Melich, Dash e allo sponsor quanto segue:

“Quantunque non si sia ricevuta da parte nostra alcuna tua richiesta esplicita riguardo la rimozione del video su Dash, non desideriamo crearti alcuna preoccupazione”, scrissi, “pertanto abbiamo rimosso il video dalla rete in data 26 febbraio 2006, alle ore 12.50”.

La risposta di Hagelstein confermava che, per motivi a noi ancora ignoti, il suo vero scopo era stato la rimozione del video su Dash dalla rete:

“Non vedo motivo per non considerare la questione risolta”, scrisse, “ti prego di esprimere i miei ringraziamenti e apprezzamenti personali a tutti coloro che mi hanno aiutato a risolvere il tutto”.

Lo stesso giorno mi arrivò una mail da McKubre che sembrava un avvertimento: il linguaggio era suggestivo, “ossa dei miei nemici” e “trafiggi il drago e sta’ ben attento che questo non accada mai più”.
Quando riferii il fatto al Dipartimento di Polizia di San Rafael, lo rubricarono sotto l’articolo del codice penale “Minaccia di reato con intento di incutere terrore [categoria] F”. Il funzionario contattò McKubre, il quale gli disse che stava solo scherzando e che mi aveva mandato la mail per errore. Il funzionario, a quanto pare, non si accorse che le due spiegazioni offerte da McKubre erano in contraddizione tra loro.

Questi tentativi di intimidazione non mi fermarono nelle mie indagini sull’esperimento M4 di McKubre, che era stato annunciato come la migliore delle prove della “fusione fredda”. Misi in luce molte modifiche poco scientifiche che McKubre aveva apportato all’esperimento M4, anche se tale non era stata la mia originale intenzione. Nel dicembre del 2009 mi avevano infatti dato un articolo da controllare per il peer-review dell’esperimento M4. Come referee, ero responsabile di controllarne l’esattezza. Eseguito un rapido controllo, trovai che McKubre aveva apportato una serie di modifiche poco scientifiche.

Dopo la pubblicazione dell’indagine su M4 da parte del New Energy Times, venne data a McKubre la possibilità di pubblicare una risposta senza limiti di spazio o interventi editoriali nella nostra rivista. La nostra offerta è uno degli aspetti del giornalismo investigativo che serve a mantenere i media onesti, precisi e responsabili. McKubre si rifiutò di accettare l’offerta.

Cercò invece di organizzare una riunione privata con il nostro Consiglio d’Amministrazione per discutere della mia professionalità. Il consiglio disse a McKubre che se avesse avuto qualcosa da ridire su quello che si pubblicava nel New Energy Times, avrebbe fatto bene a rispondere sul New Energy Times. Non l’ha fatto.

E se Melich vuole rispondere a questo articolo, il New Energy Times gli fa la stessa offerta: pubblicheremo una sua risposta senza limiti di spazio e senza interventi editoriali.

Steven Krivit
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