Il test di Ny Teknik del catalizzatore di energia (e-cat)

Pubblicato: maggio 2, 2011 in Energy Catalyzer RossiFocardi
(Qui l’articolo originale di Mats Lewan pubblicato su Ny Teknik in inglese e in svedese)
(Da 22passi.blogspot.com, Traduzione di Daniele Passerini)
—–
Ny Teknik ha da poco partecipato a due nuovi test dell’energy catalyzer italiano, fornendo misurazioni più accurate così da ridurre le possibili fonti di errore.
I nuovi test con l’energy catalyzer,  che sembra generare calore da una reazione nucleare sconosciuta, hanno avuto luogo a Bologna il 19 e 28 aprile 2011.
Come nei test precedenti l’obiettivo era quello di misurare l’energia netta che il dispositivo genera, nel modo più accurato possibile.
I risultati dei due test hanno mostrato una potenza sviluppata netta compresa tra 2,3 e 2,6 kilowatt – dell’ordine di un grande fornello elettrico. La potenza elettrica in ingresso è stato dell’ordine di 300 watt.
Come in precedenza, la potenza in uscita è stato calcolata dalla quantità di acqua vaporizzata e quindi in funzione del flusso dell’acqua. Nei due nuovi test il flusso dell’acqua è stato regolato a una portata leggermente inferiore a quella dei test precedenti.
Il dispositivo utilizzato era la versione più piccola del catalizzatore di energia, quella mostrata per la prima volta in un test del 29 marzo 2011.
I test sono durati rispettivamente due e tre ore e l’energia totale netta sviluppata è stata calcolata pari a 5,6 e 6,9 kWh (vedi i report relativi al 19 aprile e al 28 aprile).
Come il professor Sven Kullander e il professore associato Hanno Essén avevano già osservato, l’energia rilasciata è maggiore di quanto possa essere generata da una reazione chimica nel reattore, che ha un volume stimato pari a 50 centimetri cubici.
A questo punto misurare con precisione è cruciale per stabilire la credibilità del processo sotto esame.
Centinaia di migliaia di lettori hanno seguito i nostri interventi sull’energy catalyzer e in migliaia di commenti hanno discusso, tra le altre cose, sulle possibili fonti di errore nei precedenti test.
Nei nuovi test, Ny Teknik si è prefisso di ridurre l’incertezza della misura in tre modi:
  1. L’amperometro usato per misurare la corrente in ingresso, da cui viene calcolato l’assorbimento di potenza totale, è stato calibrato da noi tramite altri strumenti.
  2. Il flusso d’acqua totale in ingresso è stato misurato per pesata.
  3. Calibrando il sensore di temperatura della sonda in acqua bollente, abbiamo assicurato, per quanto possibile, la presenza soltanto di vapore all’uscita del catalizzatore di energia.
L’ultimo punto è stato discusso a lungo. Per stimare l’energia sviluppata, è essenziale che evapori tutta l’acqua che scorre nell’energy catalyzer, dato che il cambiamento di fase – la trasformazione dell’acqua in vapore – richiede molta più energia del semplice riscaldamento.
Poco prima della prova del 28 aprile, abbiamo calibrato la sonda immergendolo in un recipiente con acqua bollente e il valore così misurato è stato di 99,6 gradi centigradi.
La sonda, collocata appena sotto lo scarico dell’energy catalyzer, in seguito nel corso del test ha indicato una temperatura di circa 100,5 gradi centigradi.
Perciò non può ragionevolmente essere a contatto con acqua e ci dovrebbe essere solo vapore in uscita.
In alternativa, la sonda è sottoposta ad altro riscaldamento, ma probabilmente non elettrico in quanto la curva di temperatura durante l’avvio è piuttosto irregolare.
Durante la prova del 28 aprile, abbiamo anche regolarmente controllato il getto di vapore attraverso il tubo di scarico . Un po’ di vapore s’è ragionevolmente ricondensato in acqua nel tubo di tre metri – che era esposto all’aria e si trovava quindi a una temperatura leggermente più bassa – e una piccola quantità di acqua è stata osservata uscire dal tubo.
La quantità d’acqua che usciva prima della bollitura era chiaramente più grande, e ciò è stato misurato inizialmente.
Abbiamo controllato anche tutte le altre apparecchiature e verificato che non ci fossero connessioni nascoste provenienti dal pavimento o dai muri.
Per escludere con sicurezza il trasferimento di energia esterna senza fili, abbiamo misurato i campi elettromagnetici da 5 Hz a 3 GHz. Non si è potuto osservare alcun aumento, tranne un leggero aumento sulla frequenza della rete di alimentazione di 50 Hz, vicino alla resistenza elettrica posizionata intorno al reattore.
Nel primo test del 19 aprile, era presente un canale della RAI, la televisione nazionale italiana, e il suo reportage sarà trasmesso sul canale RAI News (qui il video) giovedi 5 maggio alle 20.35.
Nel secondo test del 28 aprile erano presenti solo Ny Teknik, l’inventore Andrea Rossi e un suo collega.
Mats Lewan
Background – L’energy catalyzerL’energy catalyzer è stato presentato al pubblico per la prima volta il 14 gennaio 2011. Secondo il suo inventore, Andrea Rossi, è costituito da un reattore chiuso, di acciaio, che viene caricato con polvere di nickel, più dei catalizzatori segreti, e messo sotto pressione di idrogeno.
Viene “acceso” dal riscaldamento di due resistenze elettriche. In un tubo di rame attorno al reattore, scorre l’acqua riscaldata dal reattore stesso.
Il calore è generato da una reazione sconosciuta, secondo lo stesso Rossi e (anche) secondo il professor Sven Kullander e il professore Associato Hanno Essén, una reazione probabilmente  nucleare.
È stato chiamato in causa il concetto di fusione fredda e si riferirebbe a una reazione nucleare tra idrogeno e nickel, con produzione di rame. Un altro termine è LENR – reazione nucleare a bassa energia.
Molti fisici sono molto scettici. In parte perché la fusione dei nuclei – che con le loro cariche positive si respingono l’un l’altro (la barriera di Coulomb) – richiede centinaia di milioni di gradi secondo le conoscenze attuali, e in parte perché la fusione dovrebbe produrre livelli molto elevati di radiazione gamma.
Il dibattito ha assunto un nuovo slancio dopo che il professor Sven Kullander e il professore Associato Hanno Essén hanno partecipato a un test il 29 marzo e constatato che i valori misurati possono essere spiegati solo da una reazione nucleare; l’analisi isotopica della polvere di nichel utilizzata, invece ha sollevato interrogativi.
Uno dei più critici è Peter Ekström, docente presso il Dipartimento di Fisica Nucleare dell’Università di Lund in Svezia. Dopo una minuziosa disamina conclude: “Sono convinto che tutta la storia è una grande truffa e che sarà scoperta in meno di un anno”.
Un po’ più cauto nel suo scetticismo, Kjell Aleklett, professore di fisica all’Università di Uppsala in Svezia, riassume così la sua disamina: “Io stesso sono disponibile a svelare una truffa, o partecipare per verificare qualcosa che nessuno poteva immaginare. Entrambi gli estremi fanno parte di ciò che rende la vita di un ricercatore incredibilmente interessante”.
Un dibattito intenso è inoltre in corso sulla pagina di discussione di Wikipedia relativa alla voce “energy catalyzer” e in molti altri forum.
Comunque sia, ad oggi nessuno è riuscito a spiegare i valori misurati che Ny Teknik adesso è riuscito a confermare.
L’inventore Andrea Rossi sta progettando un impianto di 300 catalizzatori di energia per un totale di un megawatt in Grecia per ottobre 2011.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...