Contratto di Rossi con un partner usa. La Ampenergo.

Pubblicato: maggio 17, 2011 in Energy Catalyzer RossiFocardi

Traduzione italiana da 22passi.blogspot.com .
Articolo in inglese preso da http://www.nyteknik.se .
(Sotto l’articolo originale)

Mats Lewan
Andrea Rossi, l’inventore dell’energy catalyzer, ha raggiunto un accordo con una nuova società negli Stati Uniti. L’accordo parte da contatti pluriennali con persone legate al Ministero dell’Energia.
Il nuovo accordo delinea dei progetti commerciali nell’America settentrionale e meridionale per l’energy catalyzer — l’apparecchio che sembra produca grandi quantità di energia atraverso una reazione nucleare finora ignota e non pienamente compresa.
Secondo l’accordo, una nuova società, l’Ampenergo, riceverà parte della royalties di tutte le licenze e i prodotti costruiti sull’energy catalyzer nelle Americhe.
I legami con le autorità USA sono evidenti.
I fondatori di Ampenergo sono Karl Norwood, Richard Noceti, Robert Gentile e Craig Cassarino.
Due di essi sono stati fondatori della società di consulenza LTI – Leonardo Technologies Inc. — che per 10 anni ha lavorato con contratti del valore di diversi milioni di dollari per i Ministeri della Difesa e dell’Energia USA, e di recente con  un contratto con il Ministero per l’Energia per un valore di 95 milioni di dollari.
Robert Gentile è stato anche Sottosegretario all’energia per l’energia fossile presso il ministero dell’Energia nei primi anni Novanta.
I tre fondatori conoscono Rossi dal 1996 e hanno già lavorato con lui. Anche Rossi è stato uno dei fondatori della LTI, ma ha venduto le sue quote alla fine degli anni Novanta.
Formalmente, l’accordo è stato stretto tra Ampernergo e l’azienda americana di Rossi, la Leonardo Corporation (da non confondersi con la LTI).
Craig Cassarino, lei che è vicepresidente dell’Ampenergo, quando ha firmato l’accordo?
Cassarino: L’abbiamo firmato due mesi fa.

Perché avete fondato una nuova società?
Cassarino: Perché nella partnership LTI vi sono persone diverse. Volevamo inoltre separare la nostra attività di consulenza dalle attività di sviluppo. Al momento, nella LTI abbiamo quasi 100 dipendenti e volevamo, per motivi di affari, mettere un firewall tra la parte consulenza e la parte sviluppo della società.
Quanto avete pagato per l’accordo.
Cassarino: Mi dispiace, è riservato.
Avete già fatto dei pagamenti a Rossi?
Cassarino: Sì.
Quanto?
Cassarino: Diciamo che si è trattato di una parte importante dell’equazione.
Avete cercato nuovi finanziamenti?
Cassarino: Assolutamente sì. Siamo in contatto con grosse aziende negli Stati Uniti e nell’America del Sud, aziende di investimento, perché qui non stiamo solo creando una tecnologia industriale. Per costruire questa matrice sono molti i pezzi che devono combaciare, molte le parti del puzzle che necessitano di un pensiero strategico, su come effettuare la transizione a una nuova fonte di energia. È quello che rende tutto ciò molto stimolante. Si sa [?know per now?] che non ci sono mai abbastanza quattrini per realizzare tutto.
Potrebbe dare qualche chiarimento?
Cassarino: Nel momento in cui si vanno a vedere le diverse applicazioni che se ne potrebbero fare, nello spazio, oppure per realizzare centrali termiche o elettriche, ogni applicazione comporta delle sfide ingegneristiche proprie. Ecco dove concepiamo la progettazione strategica e il modo per far partire questa industria. Mettiamola così: se le cose verranno fatte nel modo giusto, qui cè il potenziale per cambiare il mondo. Sa, tutto — dal carbonio nell’atmosfera, alla fornitura di energia a basso costo su scala globale a gente che non può permettersi nemmeno il cibo.
Quando arriveranno i primi prodotti sul mercato americano?
Cassarino: Speriamo di far arrivare qualcosa da queste parti verso la fine dell’autunno o all’inizio dell’anno prossimo (2012), come prodotto dimostrativo. Non seguiremo la stessa strada dei greci (Defkallion Green Technologies), ossia lo sviluppo di sistemi di riscaldamento domestici; per noi non sarà quello il risultato facile da conseguire.
Quale sarebbe il vostro primo tipo di prodotto?
Cassarino: Penso questo da un megawatt (come quello previsto in Grecia – ndr) per riscaldamento ed energia elettrica sarà probabilmente il primo, vuoi in versione autonoma [indipendente dalla rete di distribuzione – ndt] vuoi in versione mobile.
E la Leonardo Corporqtion di Rossi si occuperebbe in un primo tempo della fabbricazione dei prodotti?
Cassarino: Si, credo che questo prbabilmente sia sensato. Stiamo tentando di capire, in discussioni, come anticipare questa parte [la produzione -ndt] per la commercializzazione. Ma certamente [Rossi] sarebbe il primo produttore.
Vedreste altre applicazioni future, oltre all’energia termica o elettrica?
Cassarino: Oh si, una delle imprese colla quale stiamo parlando vede questo come un tipo di carburante ad alta densità. Si può usare la propria immaginazione fino agli estremi – viaggi nello spazio, o automezzi che trasportano carburante al fronte di un campo di battaglia. Penso che le applicazioni siano illimitate, e addirittura non ancora immaginate.
Che tipo di problemi vi aspettate, ad esempio le repliche amatoriali?
Cassarino: Ci abbiamo pensato, ma non siamo arrivati a delle conclusioni su come gestire tutto ciò. E penso che Lei abbia ragione, penso che una volta uscita la magia dal sacco, saranno in molti a provare variazioni sul tema, e queste cose non sono realmente controllabili da alcun punto di vista.
Penso che uno dei problemi che abbiamo discusso concerne la “reazione nucleare”, e come potrebbe essere permessa [omologata -ndt]. Ma non è radioattivo, dunque è diverso – nessuno ha realmente avuto la possibilita di studiare questa tematica.
Quando uno di voi ha visto l’e-cat per la prima volta?
Cassarino: Erano due anni e mezzo fa, tardo 2008 o inizio 2009. Rossi aveva invitato Bob e uno degli scienziati che lavora per noi al “National Lab” a recarsi Bologna dove [Rossi] aveva la sua azienda. Ovviamente come può immaginare, quando iniziammo a parlare di questo c’era molto scetticismo.
Sa, solo per il fatto che conosciamo Rossi da 15 anni, conosciamo le sue capacità, e io sapevo che lavorava a questo [progetto], e uno degli scienziati che abbiamo coinvolto aveva lavorato nel campo LENR (Low Energy Nuclear Reactions) per 20 anni. Dunque erano convinti, e dopo aver visto tutto questo e descrivendone il lato scientifico, hanno creduto di avere qualcosa.
Nutre un qualsiasi dubbio che la cosa potrebbe, alla fine, non funzionare?
Cassarino: Abbiamo fatto tre dimostrazioni qui negli Stati Uniti, e non erano dimostrazioni pubbliche. Fu presente un gruppo di scienziati che capivano esattamente cosa succedeva, e abbiamo contribuito all’allestimento delle dimostrazioni.
Ovviamente continuiamo a non capire cosa capita all’interno, ma [Rossi] ha [scoperto] qualcosa, ed è questo che crediamo.
Come reagiscono le persone a cui si rivolge?
Cassarino: Ovviamente ci sono delle persone molto importanti con cui abbiamo avuto colloqui, che non possono essere associate a questo, e non parlo solo di agenzie governative, la stessa cosa la vediamo con grandi aziende colle quali stiamo discutendo. E ci sono due lati.
Da una parte vogliono assicurarsi che questa cosa funzioni senza ombra di dubbio. Dall’altra, dovessero avere dei dubbi e non crederci, poi ad un tratto la cosa si dovesse rivelarsi reale, capirebbero che hanno mancato un’opportunità per contribuire al suo lancio, e ci perderebbero. Così cercano di non sbilanciarsi.
Perché avete serbato il silenzio?
Cassarino: Abbiamo voluto assicurarci che tutto fosse pronto, che non si trattasse solo di ingigantire qualcosa. Perché questa cosa è molto grossa, e non vogliamo solo uscire in piazza e annunciarla al mondo. Vogliamo essere preparati per questo.
E dal lato strategico, effettivamente si tratta di associarsi alle aziende giuste. Sa, non si trattra solo di denaro, non si tratta solo di tecnologia, non si tratta solo di aziende e loro rispettive competenze. Si tratta di tentare di capire in che modo tutti questi pezzi si congiungono.

————————————————————————————————————Inglese:

Av: Mats Lewan

Andrea Rossi, the energy catalyzer inventor, has reached an agreement with a new company in the United States. The agreement builds on several years of contacts with people linked to the U.S. Department of Energy.

Energy catalyzer
gets U.S. partnerCraig Cassarino

(Swedish version here).

The fresh agreement outlines commercial plans in North- and South America for the energy catalyzer – the device that seems to produce large amounts of energy via a hitherto unknown and not fully understood nuclear reaction.

Under the agreement, a newly formed company, Ampenergo, will receive part of the royalties on all sales of licenses and products built on the energy catalyzer in the Americas.

Links to U.S. authorities are evident.

The founders of Ampenergo are Karl Norwood, Richard Noceti, Robert Gentile and Craig Cassarino.

Two of them also founded the consulting firm LTI – Leonardo Technologies Inc. – which for 10 years has been working on contracts amounting to several millions of dollars for the U.S. Defense and Energy departments, and with a recent contract with DOE amounting to 95 million dollars.

Robert Gentile was also Assistant Secretary of Energy for Fossil Energy at the Department of Energy during the early 1990’s.

Three of the founders have known Andrea Rossi since 1996 and have been working with him previously. Rossi also co-founded LTI, but sold his stake in the late 1990’s.

Formally, the agreement has been made between Ampenergo and Rossi’s American company, Leonardo Corporation (not to be confused with LTI).

Craig Cassarino, vice president of Ampenergo, when did you sign the agreement?

Cassarino: We signed it two months ago.

Why did you form a new company?

Cassarino: We formed that, because there are different people involved than the LTI partnership.  We also wanted to separate our consulting business from the development business. We have currently close to a hundred 100 employees in LTI and just from a business point we wanted to put a fire wall up between the consulting side and the development side of the company.

How much do you pay for the agreement?

Cassarino: Unfortunately that’s confidential.

Have you paid anything to Rossi yet?

Cassarino: Yes we have.

How much?

Cassarino: Let’s put it like this, it was an important piece of the equation.

Have you searched new funding?

Cassarino: Absolutely, we are in current conversations with some very large companies here in the US and South America, some investment companies, because it’s not just a technology we’re creating in the industry here. There are a lot of pieces that really need to come together to build this matrix, lots of pieces of the puzzle that need to have some strategic thinking done, as how we transition into a new energy source. That’s what makes this very exciting. So you now there’s never enough money to make everything happen.

Could you develop that?

Cassarino: As you start to look at various applications that this could be used in, whether it’s space, or for making heating or power plants, each application has its own particular engineering challenges. That’s what we see as the strategic planning and how this industry gets started. Let’s put it this way, if this is done correctly, it has the potential to change the world. You know, everything from carbon in the atmosphere to giving cheap energy to people worldwide that cannot afford to put food on their table.

When would the first products reach the American market?

Cassarino: We’re hoping to get something here hopefully by late fall or beginning of next year (2012) as our first product to demonstrate. We’re not going down the same path as the Greeks (Defkalion Green Technologies) to develop home heating; we’re not really looking at that as a low hanging fruit.

What would be your first kind of product?

Cassarino: I think this one megawatt (like the one planned in Greece – editor’s note) for heating and for power generation is probably the first, whether it’s off grid or mobile.

And Rossi’s Leonardo Corporation would manufacture the products initially?

Cassarino: Yes, I think that that probably makes sense. We are already looking in discussions with how we can start to advance that part of it to commercialize it. But he certainly would be the first producer.

Could you see other applications than heating or power in the future?

Cassarino: Oh yeah, one of the companies we’re talking with sees this actually as a high density fuel. You can use your imagination on the extremes of all that – space travel, or to having the trucks deliver fuel to the front lines in battle fields. I think the applications are unlimited, and even not thought about yet.

What kind of problems do you expect, like for example amateur replication?

Cassarino: We’ve thought about that but we haven’t in depth come to a conclusion on how you manage all this. And I think you’re right, I think once the magic is out of the bag there will be lots of people trying variations on the theme and those are things that really are not controllable from anybody’s point of view.

I think one of the issues that we’ve thought about is “nuclear reaction”, how that gets permitted, but it’s non radioactive so it’s different – nobody has really had the opportunity to start to look at this.

When did anyone of you first see the E-cat?

Cassarino: That was two and a half years ago, that would have been late 2008 or early 2009. Rossi invited Bob and one of our scientists that works for us at the National Labs to go to Bologna where he had his factory. Of course as you can imagine, when we started talking about this, there was lots of skepticism.

You know, just because we’ve known Andrea for almost 15 years, we know what his capabilities are, and I knew he had been working on this, and one of the scientists that we had engaged had been working in this area, LENR (Low Energy Nuclear Reactions), for 20 years. So they were real believers, and viewing all of this and just describing the science of it, they believed he did have something.

Do you have any doubt that this doesn’t work in the end?

Cassarino: We did three demonstrations here in the US, and these were non public. We did have a group of scientists here that understood exactly what was going on, and we helped actually set up the demonstrations.

Obviously we still don’t understand what’s going on inside, but he has something, and we believe that.

How do people you talk to react?

Cassarino: Obviously there are some really important people that we’ve had conversations with, who cannot be associated with this, and this is not just on government but we’re finding this true also with large corporations that we’re talking with. And there are two sides of the story.

One, they want to make sure that this thing without question works. On the other side, if they pooh pooh it and say, ‘Oh, I don’t believe in it’, and then all of a sudden it comes through the fore front and people understand that they had an opportunity to help launch this and they didn’t, they lose on that side. So they’re trying to walk on this thin line.

Why have you kept silent?

Cassarino: We wanted to make sure that everything was in place, that we weren’t just putting spins on things. Because this is huge and we don’t want to just go out there right now and tell the world. We want to be prepared for this.

And strategically it’s really partnering with the right companies. You know it’s not just about money, it’s not just about technology, it’s not just about companies and their capacities, it’s try to understand how all those pieces fit together.

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